Vitamina D: alimenti, carenza, usi, controindicazioni

Ultimo Aggiornamento: 1545 giorni

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Introduzione

Vitamina D3 (colecalciferolo)

Vitamina D3 (colecalciferolo) (http://it.wikipedia.org/wiki/File:Colecalciferolo.jpg)

La vitamina D si trova in molte fonti alimentari come pesce, uova, alcuni latti addizionati e olio di fegato di merluzzo. Anche il sole contribuisce significativamente alla produzione giornaliera di vitamina D e, appena 10 minuti di esposizione, si pensa siano sufficienti a prevenirne la carenza. Il termine vitamina D si riferisce a differenti forme di questa vitamina e due di esse sono importanti nell’uomo: ergocalciferolo (vitamina D2) e colecalciferolo (vitamina D3). La vitamina D2 è sintetizzata dalle piante, la vitamina D3 è sintetizzata dall’ uomo nella pelle, quando è esposta ai raggi ultravioletti B della luce solare. Gli alimenti possono essere arricchiti con vitamina D2 o D3.

La principale funzione biologica della vitamina D è mantenere normali i livelli di calcio e fosforo nel sangue e favorisce l’assorbimento del calcio contribuendo a formare e mantenere le ossa forti. Recentemente la ricerca ha suggerito anche che la vitamina D possa fornire una protezione dall’ osteoporosi, ipertensione, cancro e diverse malattie autoimmuni.

Il rachitismo e l’ osteomalacia sono classiche malattie da deficit di vitamina D, nei bambini il deficit causa il rachitismo che evolve in deformità scheletriche. Negli adulti il deficit di vitamina D può portare all’osteomalacia, che provoca debolezza muscolare oltre a quella ossea. I soggetti ad alto rischio di deficit di vitamina D comprendono gli anziani, gli obesi, i bambini allattati esclusivamente al seno senza integrazione di vitamina D (Ditrevit®, per esempio) e coloro che hanno un’esposizione solare limitata. Anche i soggetti che presentano sindromi da malassorbimento di grassi ( per esempio fibrosi cistica) o patologie infiammatorie intestinali (per esempio il morbo di Crohn) sono a rischio.

Le proprietà della vitamina D

Vitamina D ed ossa

Vitamina D ed ossa (http://www.flickr.com/photos/8331761@N07/2625764562/)

Gli usi di seguito descritti sono stati verificati su persone e/o animali, ma sicurezza ed efficacia non sono stati sempre dimostrati. Alcune di queste condizioni sono potenzialmente gravi e dovrebbero quindi essere esaminate da un operatore sanitario qualificato.

Proprietà accertate

Ipofosfatemia familiare

L’ipofosfatemia familiare (bassi livelli di fosfato nel sangue) è una rara malattia ereditaria che consiste nella compromissione del trasporto dello ione fosfato nel sangue e nel ridotto metabolismo della vitamina D nei reni. L’ipofosfatemia familiare è una forma di rachitismo. Assumere la vitamina D3 per via orale insieme a supplementi di fosfato è una terapia efficace per il trattamento delle malattie ossee in soggetti con ipofosfatemia familiare. La gestione deve essere sotto controllo medico.

Ipofosfatemia correlata alla sindrome di Fanconi

La sindrome di Fanconi è un difetto dei tubuli prossimali del rene ed è associata ad acidosi tubulare renale. L’assunzione di vitamina D per via orale è efficace nel trattamento dell’ipofosfatemia associata alla sindrome di Fanconi.

Iperparatiroidismo dovuto a bassi livelli di vitamina D

Alcuni pazienti possono sviluppare un iperparatiroidismo secondario ai bassi livelli di vitamina D. Il trattamento iniziale per questo tipo di iperparatiroidismo è proprio la somministrazione della vitamina stessa. Per i pazienti con iperparatiroidismo primario o refrattario è comunemente raccomandata la rimozione chirurgica delle paratoroidi. Gli studi suggeriscono anche che i supplementi di vitamina D possano ridurre l’incidenza dell’ipoparatiroidismo in seguito a chirurgia per iperparatiroidismo primario (asportazione parziale o totale delle paratiroidi).

Ipocalcemia dovuta a ipoparatiroidismo

L’ipoparatiroidismo (ridotti livelli ematici di ormone paratiroideo) è raro e spesso è dovuto alla rimozione chirurgica delle paratiroidi. Alte dosi orali di diidrotachisterolo (DHT), calcitriolo, o ergocalciferolo (tutte diverse forme di vitamina D) possono aiutare ad aumentare le concentrazioni sieriche del calcio nei soggetti con ipoparatiroidismo o pseudoipoparatiroidismo.

Osteomalacia (rachitismo degli adulti)

Gli adulti con deficit severo di vitamina D perdono il contenuto minerale osseo (“ipomineralizzazione”) e avvertono dolore alle ossa, debolezza muscolare e osteomalacia (fragilità ossea). L’osteomalacia può essere riscontrata tra i pazienti anziani con diete carenti in vitamina D, soggetti con ridotto assorbimento di vitamina D o con inadeguata esposizione solare (come quelli che vivono in latitudini con mancanza stagionale della luce solare), pazienti con chirurgia gastrica o intestinale, con malattia ossea alluminio–indotta, con patologia epatica, o con patologia renale con osteodistrofia renale. Il trattamento per l’osteomalacia dipende dalla causa sottostante alla malattia e spesso include il controllo del dolore e un intervento chirurgico ortopedico, cosi come la vitamina D e gli agenti leganti il fosfato .

Psoriasi

Differenti approcci sono usati nel trattamento delle placche cutanee della psoriasi, tra cui ricordiamo la terapia della luce, la riduzione dello stress, idratanti o acido saliciclico per rimuovere le aree squamose cutanee. Per casi più severi i trattamenti possono includere la luce UV-A, psoralene più luce UV-A (PUVA), retinoidi come l’isotretinoina (Roaccutan®), i corticosteroidi o la ciclosporina (Sandimmun®). L’analogo sintetico della vitamina D3 calcipotriolo (Daivonex®, Psorcutan®) sembra controllare la crescita delle cellule della pelle ed è usato per placche cutanee moderatamente severe, in particolare per le lesioni cutanee resistenti alle altre terapie o localizzate sul viso. Alte dosi di becocalcidiolo (un analogo della vitamina D) usato sulla pelle può essere utile nel trattamento della psoriasi.

Rachitismo

Il rachitismo si sviluppa nei bambini con deficit di vitamina D dovuto a una dieta carente, una mancanza di luce solare o entrambi. Anche i bambini nutriti solo con latte materno (senza supplementi di vitamina D) possono sviluppare il rachitismo. Anche se oggi è raro, in parte grazie alla disponibilità di latte arricchito con vitamina D, c’è stato un recente incremento del rachitismo nei bambini che vivono in latitudini con periodica mancanza di luce solare stagionale. L’ergocalciferolo o il colecalciferolo sono efficaci per il trattamento del rachitismo da deficit di vitamina D. Il calcitriolo dovrebbe essere usato nei pazienti con insufficienza renale. Il trattamento deve essere sotto controllo medico .

Proprietà dimostrate in parte

Debolezza e dolore muscolare

Il deficit di vitamina D è stato associato a debolezza muscolare e dolore sia in adulti che in bambini. Una ricerca limitata ha riportato il deficit di vitamina D in pazienti con dolore lombo-sacrale: i supplementi possono ridurre il dolore in molti pazienti .

Osteoporosi (generale)

Senza sufficiente apporto di vitamina D, il calcio assorbito è inadeguato e la conseguente elevata secrezione di PTH dalle paratiroidi causa un aumentato riassorbimento osseo. Ciò può indebolire le ossa e aumentare il rischio di fratture. I supplementi di vitamina D si sono mostrati efficaci nel rallentare la perdita ossea e ridurre le fratture, in particolare quando assunta con il calcio.

Osteodistrofia

L’osteodistrofia renale è un termine che si riferisce a tutti i problemi dell’osso che si verificano in pazienti con insufficienza renale cronica. Il calcifediolo per via orale o l’ergocalciferolo possono aiutare a gestire l’ipocalcemia e a prevenire l’osteodistrofia renale in soggetti con insufficienza renale cronica sottoposti a dialisi.

Proprietà ipotizzate

Osteomalacia anticonvulsivante-indotta

E’ stato riportato che i supplementi di vitamina D2 riducano la frequenza delle crisi negli studi iniziali. Ulteriori studi sono necessari per confermare questi risultati .

Prevenzione del cancro al seno

Alte dosi di vitamina D possono potrebbero essere associati a un rischio leggermente ridotto di sviluppare il cancro al seno.

Prevenzione del cancro

Ricerche limitate suggeriscono che gli analoghi sintetici della vitamina D possano giocare un ruolo nel trattamento del cancro, tuttavia rimane non chiaro se il deficit di vitamina D aumenti il rischio di cancro o se un aumentato introito di vitamina D sia protettivo contro alcuni tumori. Fino a che studi addizionali non verranno condotti, è prematuro consigliare l’uso regolare di supplementi di vitamina D per quest’uso.

Cancro colorettale

I dati di una metanalisi suggeriscono che i supplementi di vitamina D possono prevenire lo sviluppo del cancro colorettale. Altre ricerche sono necessarie in questa area.

Osteoporosi corticosteroidi–indotta

Alcune evidenze indicano che gli steroidi (cortisonici) possano alterare il metabolismo della vitamina D, contribuendo ulteriormente alla perdita ossea e allo sviluppo di osteoporosi associati agli steroidi. C’è un evidenza limitata che la vitamina D possa essere utile alla forza muscolare nei pazienti che assumono steroidi a lungo termine .

Diabete

  • Diabete tipo 1:è stato riportato che i bambini che assumono il calcitriolo durante il primo anno di vita sono meno a rischio di sviluppare il diabete tipo 1 rispetto ai bambini nutriti con minori quantità di vitamina D. Altri studi associati hanno suggerito che usare olio di fegato di merluzzo come fonte di vitamina D possa ridurre l’incidenza del diabete tipo 1. C’è attualmente un’insufficiente evidenza per elaborare una chiara conclusione in questa aree.
  • Diabete tipo 2: in studi recenti è stato dimostrato che negli adulti che assumono supplementi di vitamina D migliori la sensibilità all’insulina. Ulteriori ricerche sono necessarie per confermare questi risultati .

Prevenzione delle cadute

Studi multipli hanno trovato risultati contrastanti sugli effetti della vitamina D nella prevenzione delle cadute. Altri studi sono necessari .

Osteodistrofia epatica

Vari gradi di malassorbimento del calcio possono verificarsi in pazienti con malattia epatica cronica a causa della malnutrizione e del deficit di vitamina D. La vitamina D per via orale o iniettata può giocare un ruolo nella gestione di questa condizione .

Alta pressione del sangue (ipertensione)

Bassi livelli di vitamina D possono giocare un ruolo nello sviluppo dell’ipertensione. E’ stato notato infatti che la pressione del sangue è spesso elevata durante l’inverno, ad una maggiore distanza dall’equatore ed in soggetti con pigmentazione scura della pelle. L’evidenza non è chiara ed un paragone con metodi più comprovati per ridurre la pressione arteriosa non è stato condotto. I pazienti con ipertensione dovrebbero quindi essere seguiti da un operatore sanitario qualificato.

Ipertrigliceridemia

C’è insufficiente evidenza in questo settore .

Immunomodulazione

Evidenze preliminari suggeriscono che la vitamina D e i suoi analoghi come l’alfacalcidolo possano agire come agenti immunomodulatori. Ulteriori studi sono necessari per confermare questi risultati .

Riduzione della mortalità

L’introito di vitamina D può essere associato a una riduzione nella mortalità totale. Ulteriori evidenze sono necessarie per confermare quest’associazione .

Sclerosi Multipla

Gli scienziati hanno rilevato tassi di sclerosi multipla più bassi in aree con maggiore luce solare e più alto consumo di pesce ricco in vitamina D. Le ricerche preliminari suggeriscono che i supplementi a lungo termine di vitamina D riducano il rischio di sviluppo di questa malattia, tuttavia studi addizionali sono necessari prima che una valida conclusione possa essere raggiunta.

Sindrome mielodisplastica

C’è insufficiente evidenza in questa area .

Osteogenesi imperfetta

L’osteogenesi imperfetta è una malattia genetica che consiste nello sviluppo di ossa insolitamente fragili che si rompono facilmente, spesso sotto carichi che le ossa normali sopportano facilmente, a causa di una malfunzione nella produzione corporea del collageno. L’appropriato introito di calcio e vitamina D è essenziale per mantenere le ossa forti.

Osteoporosi (pazienti con fibrosi cistica)

L’osteoporosi è comune nei pazienti con fibrosi cistica (a causa del malassorbimento dei grassi che porta a deficit di vitamine liposolubili come la vitamina D). La somministrazione di calcitriolo per via orale sembra aumentare l’assorbimento del calcio e ridurre le concentrazioni del paratormone.

Miopatia prossimale

C’è insufficente evidenza in quest’area.

Disturbo affettivo stagionale

Il Disturbo Affettivo Stagionale è una forma di depressione che si manifesta durante i mesi invernali, forse a causa di una ridotta esposizione alla luce solare. In uno studio è stato trovato che la vitamina D sia migliore della terapia con la luce nel trattamento del SAD. Ulteriori studi sono necessari per confermare questi risultati.

Verruche senili

In uno studio iniziale le verruche senili sono state trattate con vitamina D3 topica .

Disordini della pigmentazione cutanea (lesioni pigmentate)

Le applicazioni di unguenti di vitamina D3 sulla pelle, in combinazione con intense frequenze radio-pulsate, può essere utile bel trattamento di lesioni pigmentate associate alla neurofibromatosi 1 (NF1).

Denti

La perdita di materiale osseo dal dente è correlata alla perdita di osso in siti non orali. La ricerca suggerisce che l’introito di calcio e vitamina D miranti a prevenire l’osteoporosi possa avere un effetto benefico in questo senso.

Deficit di vitamina D (bambini e madri che allattano)

Un’evidenza clinica di alta qualità suggerisce che alte dosi di supplementi di vitamina D fornite alle madri che allattano possano migliorare il livello di vitamina D sia della madre che del bambino. Ulteriori ricerche sono necessarie per confermare questi risultati.

Aumento di peso (postmenopausale)

I supplementi di vitamina D (in combinazione con il calcio) possono avere effetto sull’aumento di peso in post-menopausa. Le evidenze suggeriscono che ciò sia particolarmente vero in donne che assumono inadeguate quantità di calcio, ma sono necessari ulteriori studi.

Usi sconsigliati

Forza muscolare

Il colecalciferolo per via orale non sembra aumentare la forza muscolare o migliorare le prestazioni fisiche negli uomini anziani sani che non sono carenti in vitamina D.

Cancro alla prostata

C’è un’evidenza preliminare basata su studi di laboratorio e sull’uomo che alte dosi di vitamina D possono essere utili nel trattamento del tumore alla prostata. Questo settore è sotto attiva investigazione, ma una chiara evidenza del beneficio non è ancora disponibile .

Utilizzi secondo tradizione

I seguenti utilizzi si basano sulla tradizione o su teorie scientifiche. Spesso non sono stati accuratamente testati sugli esseri umani e la sicurezza e l’efficacia non sono sempre stati dimostrati. Alcune di queste condizioni sono potenzialmente gravi e dovrebbero essere valutate da un medico specialista.

  • Cheratosi attinica,
  • fratture dell’anca associate al morbo di Alzheimer,
  • spondilite anchilosante,
  • disordini autoimmuni,
  • malattia di Graves,
  • iperparatiroidismo in dialisi renale,
  • ipocalcemia,
  • tetania ipocalcemica,
  • perdita ossea correlata al trapianto di rene,
  • disordini metabolici (sindrome metabolica),
  • disordini del sistema nervoso (emicorea),
  • osteite fibrosa in dialisi,
  • artrite reumatoide,
  • scleroderma,
  • carcinoma a cellule squamose,
  • lupus eritematoso sistemico,
  • disturbi vaginali (atrofia),
  • vitiligine.

Dosi

Le dosi indicate di seguito si basano su ricerche e pubblicazioni scientifiche, sull’uso tradizionale o su opinioni mediche. Molte integratori non sono stati accuratamente testati e la sicurezza e l’efficacia non possono essere provate. Le diverse marche possono realizzarli in modo diverso, con ingredienti variabili, anche all’interno della stessa linea. Le dosi indicate di seguito potrebbero non essere applicabili a tutti i prodotti. Si consiglia di leggere sempre le etichette e di discutere con un medico delle dosi ideali prima di iniziare la terapia.

Adulti (oltre i 18 anni)

È particolarmente difficile fornire delle indicazioni precise per la vitamina D per la popolazione adulta italiana perchè, a meno di condizioni particolari, l’esposizione alla luce solare è in genere più che sufficiente a coprire le richieste dell’organismo. In ogni caso, per coloro che per qualsiasi motivo non possano godere di una sufficiente sintesi, le linee guida americane consigliano 5 microgrammi (200 UI o Unità Internazionali) al giorno per tutti gli individui (maschi, femmine, donne in gravidanza o in allattamento) al di sotto dei 50 anni. Per tutti i soggetti dai 50 ai 70 anni sono invece raccomandati 10 microgrammi al giorno (400 UI). Per gli individui sopra i 70 anni sono suggeriti 15 microgrammi al giorno (600 UI).

Il limite superiore (UL) per la vitamina D è stato raccomandato pari a 2.000 UI al giorno, a causa della tossicità che può manifestarsi quando assunta in dosi superiori.

Bambini (sotto i 18 anni)

I livelli di assunzione raccomandati nei bambini prevedono che in neonati fra i 6 e gli 11 mesi l’apporto sotto forma di integratori non dovrebbe essere inferiore a 10 µg/die (400 UI).

Nell’età compresa fra l’anno ed il periodo dell’adolescenza, se non si verifica una adeguata esposizione al sole, si consiglia un apporto di vitamina D non inferiore a 10 µ g al giorno.

Gravidanza e allattamento

L’introito adeguato raccomandato per le donne in gravidanza è lo stesso delle donne adulte non gravide. Alcuni autori hanno suggerito che il fabbisogno durante la gravidanza possa essere maggiore di queste quantità, in particolare negli individui privi di esposizione solare, anche se ciò non è stato ancora chiaramente dimostrato. A causa dei rischi di tossicità da vitamina D qualsiasi considerazione sulle dosi giornaliere più alte di vitamina D deve essere discussa con un medico .

La vitamina D è tipicamente bassa nel latte materno e per prevenirne il deficit e il rachitismo nei bambini nutriti esclusivamente con il latte materno, sono necessari dei supplementi cominciando entro i primi due mesi di vita .

Effetti collaterali

Si deve evitare o usare cautela in caso di nota sensibilità alla vitamina D o ad uno dei suoi analoghi e derivati .

Effetti avversi e avvertenze

La vitamina D è in genere ben tollerata alle dosi raccomandate. Uno studio ha trovato una maggiore probabilità di sonnolenza diurna per i pazienti trattati con analoghi della vitamina D.

La tossicità da vitamina D può essere causata da un costante ed eccessivo introito di questa vitamina e può condurre a ipercalcemia ed eccessiva perdita ossea. I soggetti a rischio sono quelli con iperparatiroidismo, malattia renale, sarcoidosi, tubercolosi o istoplasmosi. L’ipercalcemia cronica può condurre a complicazioni gravi o anche pericolose per la vita e deve essere gestita da un medico. I sintomi iniziali dell’ipercalcemia possono includere nausea, vomito e anoressia (perdita d’appetito/peso) seguiti da poliuria (eccesso di diuresi), polidipsia (eccesso di sete), debolezza, affaticamento, sonnolenza, cefalea, secchezza delle fauci, sapore metallico, vertigini, acufene (ronzio nelle orecchie) ed atassia (instabilità). La funzione renale può essere alterata e possono realizzarsi calcificazioni metastatiche (depositi di calcio negli organi) in particolare nei reni. Il trattamento comprende la cessazione dell’introito di vitamina D o calcio e l’abbassamento dei livelli di calcio sotto stretto controllo medico, con frequente monitoraggio dei livelli di calcio. L’acidificazione delle urine e i corticosteroidi possono essere necessari.

Interazioni

L’ipermagnesemia (alti livelli di magnesio nel sangue) può svilupparsi quando gli antiacidi contenenti magnesio sono usati insieme alla vitamina D, in particolare in pazienti con insufficienza renale cronica .

Una riduzione degli effetti della vitamina D può verificarsi con l’uso di certi farmaci anti-convulsivanti, poiché essi possono indurre gli enzimi microsomiali epatici e accelerare la conversione della vitamina D in metaboliti inattivi.

Sulla base del meccanismo d’azione l’uso della vitamina D e del calcio insieme può alterare la risposta infiammatoria .

L’assorbimento intestinale della vitamina D può essere alterato con l’uso di alcuni farmaci:

  • I pazienti in terapia con colestiramina o colestipolo devono essere avvertiti di far passare quanto più tempo possibile tra l’ingestione di questi farmaci e la vitamina D.
  • L’uso dei corticosteroidi (cortisonici) può causare osteoporosi e deplezione di calcio con la somministrazione a lungo termine .Questa deplezione di calcio crea un maggiore bisogno di entrambi i supplementi sia calcio che vitamina D (che è necessaria per l’assorbimento del calcio).
  • La vitamina D deve essere usata con cautela nei pazienti che assumono la digossina perchè l’ipercalcemia (che può derivare da un eccessivo uso di vitamina D) può far precipitare ritmi cardiaci anomali.
  • L’assorbimento intestinale della vitamina D può essere alterato con l’uso di oli minerali .
  • L’orlistat (Alli® o Xenical®) può ridurre i livelli della vitamina D). I pazienti devono prendere in considerazione di assumere un multivitaminico con vitamine liposolubili almeno due ore prima o dopo l’orlistat o al momento di andare a coricarsi.
  • La rifampicina aumenta il metabolismo della vitamina D e ne riduce i livelli nel sangue. Il bisogno di supplementi di vitamina D con la rifampicina non è stato accuratamente studiato, anche se possono essere necessari.
  • I lassativi stimolanti possono ridurre l’assorbimento della vitamina D alimentare, quindi devono essere limitati a un uso a breve termine se possibile .
  • La simultanea somministrazione dei diuretici tiazidici e della vitamina D ai pazienti ipoparatiroidei può causare ipercalcemia che può essere transitoria o può richiedere l’interruzione della vitamina D.

Interazioni con erbe e supplementi alimentari

Sulla base del meccanismo d’azione, l’uso della vitamina D e del calcio insieme può alterare la risposta infiammatoria .

La vitamina deve essere usata con cautela nei pazienti che assumono erbe con azione sul cuore, poiché l’ipercalcemia (che può risultare da un eccessivo uso di vitamina D) può far precipitare anomalie del ritmo cardiaco .

La vitamina D è necessaria per l’assorbimento del calcio. La vitamina D è spesso inclusa nei prodotti dei supplementi di calcio.

Traduzione ed integrazione a cura di Francesca Giannino


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Carla

    I valori del FT4 / FT3 / TSH erano sempre regolari da parecchi mesi per quanto riguarda gli anticorpi Anti Recettori del TSH e’ la prima volta che li faccio, grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente l’endocrinologo si limiterà a prescriverglieli nuovamente al prossimo controllo.

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