Stitichezza: dieta e altri rimedi naturali

Ultimo Aggiornamento: 316 giorni

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La stipsi (o stitichezza) è un disordine dell’attività motoria dell’intestino che provoca una diminuzione del transito delle feci: esse diventano più dure, quindi il transito è ostacolato e l’espulsione più difficoltosa. Il numero di evacuazioni nella popolazione occidentale è normalmente compreso fra tre al giorno e tre alla settimana, si parla quindi di stipsi vera e propria quando la frequenza è minore di quest’ultimo margine.

La difficoltà di evacuazione non è solo un disturbo che causa disagio nelle persone, può anche generare problemi di salute più gravi, come ad esempio

è quindi fondamentale evitare la cronicizzazione di questa condizione operando nel migliore dei modi possibili, soprattutto a livello alimentare.

Esiste anche una stipsi fisiologica, quando questa è data da un repentino cambio di abitudini della persona, ad esempio passare molto tempo sdraiati durante una malattia, viaggi, bruschi cambiamenti della dieta, gravidanze… Quando si presenta in concomitanza di queste e altre condizioni è generalmente temporanea.

La stipsi cronica può essere classificata in tre gruppi:

  • Atonica: è la più frequente ed è causata da una generale debolezza della muscolatura intestinale. Sono state proposte varie possibili origini:
    • alimentari (soprattutto per mancanza di fibre),
    • vita sedentaria,
    • ignorare lo stimolo della defecazione,
    • uso frequente di lassativi.
  • Spastica: il colon subisce spasmi che possono portare a dolori di tipo colico.
  • Rettogena: l’ultimo tratto dell’intestino, il retto, non manda lo stimolo della defecazione.

La dieta gioca un ruolo estremamente importante perché l’abbondanza di fibre e di acqua dell’alimentazione causa un rigonfiamento del volume fecale

  • sia perché le fibre assorbono acqua,
  • sia perché attivano le fermentazioni batteriche.

Questo aumento di volume fecale distende i muscoli intestinali, che reagiscono contraendosi e facilitando quindi la mobilità dell’intestino.

Più nel dettaglio esistono due tipi di fibra:

  • solubile (contenuta nella maggior parte di frutta e verdura),
  • insolubile (contenuta nella crusca, quindi rintracciabile in pasta e pane integrali, e nei cereali integrali in chicchi come orzo e farro).

Questi due tipi di fibra giocano un ruolo importante nella motilità gastrointestinale, il primo diminuendo la velocità di passaggio tra stomaco e intestino (generando, tra l’altro, un senso di sazietà più durevole) e aumentando le fermentazioni batteriche, il secondo riempiendosi di acqua negli ultimi tratti dell’intestino crasso, aumentando quindi di volume e facilitando l’espulsione delle feci.

La stipsi può anche essere secondaria ad altre condizioni, ad esempio alcune patologie come il morbo di Parkinson, la diverticolite, la sindrome di Down… e anche ad alcuni farmaci, ad esempio oppioidi, analgesici, diuretici e altri.

L’intervento nutrizionale ha i seguenti obiettivi:

  • Aumentare il volume totale di cibo ingerito e aumentare la quantità di liquidi.
  • Aumentare il contenuto di fibre nella dieta.
  • Aumentare le secrezioni dell’intestino, effetto che si può ottenere tramite l’ingestione di cellulosa e lattosio (per chi non è intollerante!), ovvero alimenti vegetali e latticini.

Possiamo poi pensare di assumere liquidi tiepidi più volte al giorno, consumare frutta, dividere i pasti in più occasioni durante la giornata (5 o 6 pasti al giorno).

In caso di stipsi spastica si deve però evitare la fibra cruda, che potrebbe causare gli spasmi, e consumare quindi solo verdura cotta; limitare gli stimoli chimici (no a caffè, tè e altre bevande eccitanti) e termici; abbondare con acqua e non rinunciare agli alimenti grassi, per un effetto lubrificante.

Se l’origine è rettogena, infine, il medico deve intervenire sulle cause della disfunzione intestinale, la sola dieta non è sufficiente.

Oltre a queste indicazioni alcune norme generiche per evitare questo disturbo sono

  1. una buona attività fisica (che aiuta lo sviluppo dei muscoli intestinali),
  2. abituarsi a orari regolari per l’evacuazione,
  3. usare con cautela lassativi e purganti

e, se necessario, risolvere con un esperto gli eventuali problemi dati da stress o preoccupazioni quotidiane.

Dott. Giuliano Parpaglioni
Biologo nutrizionista, Master internazionale di II livello in nutrizione e dietetica
riceve a Brescia e Milano
340 418.93.93
http://www.nutrizionistabrescia.com
g.parpaglioni@gmail.com

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Linda

    Buongiorno dottore ho 44 anni e il 7 ottobre ho avuto una forte colica addominale, per cui mi sono recata al pronto soccorso. Là mi è stata diagnosticata, solo tramite un’ecografia che per altro non ha rilevato nulla, una colica renale. Il 16 ottobre ho fatto una tac privatamente che purtroppo ha rilevato una perforazione intestinale coperta dovuta a diverticolite. Sono stata ricoverata in ospedale dal 18 al 31 ottobre, seguendo una terapia di antibiotici endovena e digiuno assoluto per dodici giorni. Il 31 ottobre in seguito ad una tac di controllo sono stata dimessa con una dieta priva di fibre e farmaci antinfiammatori tipo Pentacol e dieci punture di rocefin. Per ora sembra scongiurato l’intervento. Le scrivo perchè ho molti dubbi riguardo all’alimentazione da seguire in questo periodo. Sto mangiando soprattutto pastina abbastanza liquida e ogni tanto carne bianca ai ferri. Niente verdura e solo mele e pere come frutta. Mi è stato raccomandato di andare in bagno ogni giorno per evitare un accumulo di feci nell’intestino che risulterebbe dannoso per me. Premetto che il problema della stitichezza mi ha sempre accompagnato, e credo sia stato la causa del mio attuale problema intestinale. Attualmente sto prendendo il Normix e mi sono state prescritte delle bustine di fibra da assumere per facilitare l’evacuazione. Mi può dare qualche consiglio sull’alimentazione da seguire in questo particolare momento? Grazie!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo non è semplice, perchè dobbiamo scrupolosamente evitare come da indicazioni verdura e frutta (eccetto quella espressamente permessa); lo valuti anche con il suo medico, ma dovrebbe seguire la classica dieta da ospedale, quindi bene pastina, riso, prosciutto cotto, grana padano, bene la carne bianca.
      Chieda conferma ma non dovrebbero esserci problemi ad inserire del pesce azzurro bollito.
      Da valutare infine con il suo medico la possibilità di assumere supplementi multivitaminici per sopperire al ridotto apporto di verdura.
      Importantissimo, beva molto.

    2. Anonimo

      Bevo due litri o anche più di acqua al giorno e prima di questo episodio così spiacevole camminavo tutti i giorni per circa sei o sette chilometri. Sinceramente quando potevo camminare ho notato un miglioramento nella regolarità intestinale. Il chirurgo e il gastroenterologo mi hanno detto di andare avanti con questa dieta fino alla fine di gennaio, dopo dovrei fare una colonscopia, cosa che adesso non è possibile perchè avrebbe delle disastrose conseguenze. Il mio dubbio è: come faccio ad andare in bagno ogni giorno se non posso mangiare verdura che mi aiuti un pochino? Attualmente sto prendendo delle bustine di fibra che si chiamano Duonorm, ma vorrei trovare dei rimedi più naturali alla mia stitichezza.
      La ringrazio per la cortese attenzione e soprattutto per il tempo che mi ha dedicato. Linda.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Le hanno suggerito di ridurre l’attività fisica, o comunque non se la sente ancora?

    4. Anonimo

      Veramente abito in un paese di media montagna a 770 m di altitudine dove l’jnverno è già arrivato e sono ancora a casa in malattia, quindi vincolata agli orari di reperibilità, per cui mi hanno detto di interromperla momentaneamente. Io sarei voluta tornare a lavoro già da un pò ma il medico me lo ha sconsigliato dal momento che èer raggiungere la scuola dove insegno devo fare circa 30 Km al giorno all’andata e altrettanti al ritorno. Fino al sette dicembre sono a casa, ma dopo credo di tornare a lavorare perchè non sono abituata a stare ferma per tanto tempo, considerando che dal 18 ottobre non sono più andata a lavorare. Secondo lei il freddo può influire su un eventuale riacutizzarsi della malattia? E il fattore lavoro?

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      Freddo e lavoro non aiuteranno, se non dal punto di vista del distrarsi ed uscire finalmente di casa; raccomando quindi di coprirsi sempre adeguatamente (“a cipolla”, in modo da potersi svestire arrivata a scuola) e non forzare troppo i ritmi.

    6. Anonimo

      Secondo lei l’alimentazione è determinante nel mio caso? Il gastroenterologo mi ha detto che anche se seguo questa dieta così stretta nessuno mi può dare la garanzia che il mio problema sia solo momentaneamente risolto e che quindi rischio sempre un ritorno della fase acuta con coliche addominali e conseguente intervento.
      Secondo lei farei bene a restare a casa, visto che poi dal 22 iniziano le vacanze natalizie e sarei a casa quindi fino al sette gennaio? La mia famiglia mi dice di non tornare a lavorare e io non so cosa fare. Se dovessi sentirmi di nuovo male a causa del freddo non me lo eprdonerebbero mai!

    7. Dr. Cimurro (farmacista)

      L’alimentazione è a mio avviso necessaria, ma non sufficiente (come ha sottolineato il medico).
      Per il ritorno al lavoro deve a mio avviso valutare lei, in base a come si sente.

  2. monica

    Sono tre giorni se non più, che non vado di corpo, eppure io sento la necessità di andare… spingo ma è più probabile che mi escano gli occhi fuori dalle orbite.. ieri a pranzo ho mangiato minestrone, l’altro ieri pastina, bevo molto ma non cambia niente… prendo tisane tutte le sere.. ho preso una mannite stamattina ma la pancia oltre al solito borbottio non ha fatto altro.. mi aiuti, mi sento impazzire, mi sto fissando.. e questa situazione mi porta come un senso di oppressione al petto..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Può aiutare in modo relativamente rapido l’uso di supposte di glicerina o microclismi; in alternativa clistere.

  3. tiky89

    ho 23 anni e da circa 4 anni soffro di coliche addominali dovute alla stitichezza. all inizio era spiegabile dal fatto che facevo un lavoro dove restavo seduto per 5 ore. da 6 mesi invece faccio un lavoro dove cammino e basta,il problema sembrava essersi risolto in quanto le coliche eran sparite. purtroppo mi sbagliavo perchè qualche girno fa le ho riavute. e ancora un problema di movimento?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      È possibile, ma valutato anche il peso corporeo e l’alimentazione.

  4. Carla

    Dott.cimurro soffro di stipsi assumo psyllogel fibra2al giorno da 8 giorni ma mi devo aiutare con microclismi forse devo aumentare il pisillo soffro di diverticolosi mirge grazie dott.

  5. soffro di''

    i divetircoli e stipsi e epatite c esiste un farmaco ke mi aiuta e non mi porta danni al fegato” grazie mille..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Per diverticoli e stipsi non posso che consigliare la fibra, abbinata ad abbondante idratazione; per l’epatite C invece non vedo alternative ai farmaci che le vengono consigliati dall’epatologo.

  6. Dani 62

    Buongiorno Dottore, già in un altro caso ha risolto un mio problema con un Suo prezioso consiglio. Questa volta, se possibile, vorrei avere un Suo parere sui semi di chia. Sto assumendoli non in semi, ma macinati tipo farina (soffro di malattia diverticolare), 2 cucchiaini la sera in un bicchiere d’acqua: ho notato che durante la notte mi devo alzare più volte per urinare, ma soprattutto la mattina al riveglio mi sento assonata e confusa. Ho letto che, per chi soffre di patologie renali, andrebbero assunti cotti, ma non ho mai avuto problemi di reni, prendo la chia solo per cercare di risolvere la stipsi. Pensa che i sintomi al risveglio possano essere riferiti all’assunzione della “salvia ispanica”? Grazie per la Sua attenzione

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      È solo un’ipotesi, ma ritengo che l’aumentata sonnolenza sia dovuta ai frequenti risvegli notturni.

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