Potassio alto e basso: alimenti, sintomi e pericoli

Ultimo Aggiornamento: 11 giorni

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Introduzione

La maggior parte del potassio presente nell’organismo si trova all’interno delle cellule ed è fondamentale per il loro corretto funzionamento, oltre che per la funzionalità di nervi e muscoli.

L’organismo deve mantenere praticamente costanti i livelli di potassio nel sangue, se il livello diventa eccessivo od inferiore alla norma si possono avere conseguenze gravi, ad esempio un’aritmia cardiaca o addirittura l’arresto cardiaco (situazione in cui il cuore cessa di battere). L’organismo può usare il potassio immagazzinato nelle cellule per mantenere costante il livello del minerale nel sangue.

L’organismo riesce a mantenere costante il livello di potassio nel sangue bilanciando la quantità persa e quella assunta con l’alimentazione; lo si elimina soprattutto attraverso le urine, ma parte del potassio va anche persa con il sudore e durante il transito intestinale. Se i reni funzionano correttamente, riescono ad adeguare la quantità di potassio eliminata dall’organismo ai cambiamenti del fabbisogno.

Alcuni farmaci ed alcune patologie sono in grado di alterare la quantità di potassio che entra ed esce dalle cellule, e questo influenza profondamente il livello di potassio nel sangue.

Ipokaliemia

L’ipokaliemia è la carenza di potassio nel sangue.

La carenza può avere diverse cause, ma di solito è causata dal vomito, dalla diarrea, dai disturbi delle ghiandole surrenali o dall’uso di diuretici.

Se il potassio è carente, i muscoli si indeboliscono, si hanno crampi o spasmi o addirittura si rimane paralizzati. Si può inoltre sviluppare un’aritmia cardiaca.

Il livello del potassio nel sangue può essere misurato tramite gli gli esami del sangue, che sono l’unica modalità di diagnosi dell’ipokaliemia.

Di solito, per guarire, il paziente si limita ad assumere alimenti ricchi di potassio o integratori orali.

Di solito la quantità presente nel sangue diminuisce perché c’è qualche problema a carico dell’apparato digerente. In alcuni casi può essere eliminato troppo potassio con le urine, perché i diuretici fanno secernere ai reni il sodio, l’acqua e il potassio in eccesso. In diversi disturbi delle ghiandole surrenali, ad esempio nella sindrome di Cushing, le ghiandole surrenali producono troppo cortisolo, un ormone che induce i reni ad eliminare grandi quantità di potassio.

Alcuni farmaci aumentano la quantità di potassio che passa dal sangue alle cellule e possono provocare l’ipokaliemia, tuttavia questa condizione è di solito temporanea, a meno che non siano presenti patologie che aggravano la carenza del minerale.

L’ipokaliemia è causata solo in rari casi da un’assunzione insufficiente di potassio, perché il potassio si trova in molti alimenti diversi.

Sintomi e diagnosi

Una leggera diminuzione dei livelli di potassio nel sangue di solito non causa alcun sintomo. Se il potassio diminuisce in modo considerevole, invece, si possono verificare:

  • debolezza muscolare,
  • crampi,
  • spasmi muscolari,
  • paralisi.

Si può sviluppare addirittura un’aritmia cardiaca. Se la diminuzione del potassio è minima, ma il paziente soffre di una patologia cardiaca o assume la digossina, i sintomi possono presentarsi comunque.

La diagnosi è effettuata misurando la quantità di potassio presente nel sangue; i medici, poi, cercano di identificare la causa della diminuzione che può essere evidente, dati i sintomi (come il vomito) o l’uso di farmaci o di altre sostanze. Se la causa non è chiara, i medici misurano la quantità di potassio eliminata con le urine, per capire se l’ipokaliemia è data dall’escrezione eccessiva del potassio.

Cura

Se l’ipokaliemia è causata da una patologia a monte, la patologia va curata.

Di norma si riesce a reintegrare il potassio assumendo alimenti ricchi di questo minerale oppure integratori orali. Il potassio può irritare l’apparato digerente, quindi gli integratori vanno assunti in piccole dosi, durante i pasti, diverse volte al giorno, e non in una singola dose più grande. Alcuni tipi di integratori, ad esempio quelli impregnati con cere o il o il cloruro di potassio microincapsulato, hanno molte meno probabilità di provocare irritazioni.

Il potassio è somministrato tramite flebo nelle situazioni seguenti:

  • La quantità di potassio nel sangue del paziente è pericolosamente bassa.
  • Gli integratori assunti per bocca non sono efficaci.
  • Il paziente continua a perdere una quantità di potassio tale che gli integratori per via orale non riescono a reintegrarla.
  • La carenza di potassio provoca un’aritmia cardiaca.

La maggior parte dei pazienti in terapia con i diuretici non ha alcun bisogno di assumere gli integratori di potassio ma, nonostante ciò, i medici effettuano controlli periodici dei livelli di potassio nel sangue, per poter cambiare il dosaggio del diuretico in caso di necessità. In alternativa, possono essere usati diuretici particolari che aiutano i reni a conservare il potassio (risparmiatori di potassio), come l’amiloride, l’eplerenone, lo spironolattone o il triamterene, che vanno somministrati solo se i reni sono sani.

Iperkaliemia

L’iperkaliemia è l’eccesso di potassio nel sangue.

L’iperkaliemia ha molte cause diverse, tra cui ricordiamo i disturbi renali, particolari farmaci che influiscono sul funzionamento dei reni e il consumo eccessivo di integratori di potassio.

Di solito l’iperkaliemia è asintomatica: i sintomi, perlopiù anomalie del battito cardiaco, compaiono soltanto in caso di iperkaliemia grave.

Di solito i medici diagnosticano l’iperkaliemia quando il paziente fa gli esami del sangue o l’elettrocardiogramma per altri motivi.

La terapia comprende: la diminuzione del consumo di potassio, l’interruzione delle terapie farmacologiche che potrebbero causare l’iperkaliemia e l’uso di farmaci che aumentano l’escrezione del potassio.

Di norma l’iperkaliemia è provocata da diversi problemi concomitanti, tra cui ricordiamo i seguenti:

  • Disturbi renali (come l’insufficienza renale) che impediscono ai reni di eliminare una quantità sufficiente di potassio.
  • Farmaci che impediscono ai reni di secernere la normale quantità di potassio, e sono una delle cause più frequenti dei casi di iperkaliemia lieve.
  • Dieta ricca di potassio.
  • Terapia con farmaci a base di potassio.

La causa più frequente dei casi di iperkaliemia lieve è l’uso di farmaci che fanno diminuire l’afflusso di sangue ai reni o impediscono ai reni di eliminare la giusta quantità di potassio.

L’iperkaliemia si può verificare anche quando le cellule secernono una quantità di potassio maggiore del normale. Il rapido spostamento del potassio dalle cellule al sangue può sovraccaricare i reni e provocare un’iperkaliemia in grado di mettere in pericolo la vita del paziente.

Sintomi e diagnosi

  • L’iperkaliemia lieve di solito causa pochi sintomi o rimane asintomatica.
  • Se si aggrava, però, può causare anomalie del battito cardiaco.
  • Se il livello di potassio è molto alto, si può avere l’arresto cardiaco, cioè il cuore può cessare di battere.

Di solito l’iperkaliemia viene diagnosticata in seguito a normali esami del sangue o se il medico nota particolari anomalie dell’elettrocardiogramma. Per diagnosticarne la causa, i medici si informano sulle terapie farmacologiche che il paziente sta seguendo e prescrivono gli esami del sangue per controllare la funzionalità renale.

Terapia

Per l’iperkaliemia lieve, può essere sufficiente diminuire il consumo di potassio o interrompere l’assunzione dei farmaci che impediscono ai reni di eliminarlo. Se i reni sono sani, può essere somministrato un diuretico per aumentare la quantità di potassio eliminata dall’organismo. Se necessario, inoltre, può essere somministrata per via orale o rettale una resina che assorbe il potassio presente nell’apparato digerente e viene eliminata con le feci.

Per i casi di iperkaliemia da moderata a grave, è fondamentale riportare immediatamente il livello del potassio alla normalità.

Per prima cosa si somministra il calcio per endovena: il calcio serve serve per proteggere il cuore, ma non fa diminuire il livello di potassio. Poi vengono somministrati l’insulina e il glucosio che fanno riassorbire il potassio circolante dalle cellule. Per diminuire il potassio in circolo, può essere usato anche l’albuterolo, un inalatore antiasma.

Se queste terapie non si dimostrano efficaci o se il paziente soffre di insufficienza renale, può essere necessaria la dialisi.

Potassio ed alimenti

L’apporto quotidiano di potassio in Italia è più o meno pari alle dosi consigliate  (3 g contro i 3.2 g circa di fabbisogno indicati dai LARN), perchè presente ed abbondante in numerosi alimenti come:

  • fagioli,
  • piselli,
  • asparagi,
  • patate,
  • albicocche,
  • banane,
  • cavolfiori,
  • spinaci,
  • arachidi.

In generale la presenza è comunque rilevante in frutta, verdure e carni fresche, mentre l’apporto di potassio con l’acqua da bere è modesto.

L’assorbimento avviene passivamente nel duodeno e nel digiuno (intestino) senza particolari difficoltà.

Fonte Principale: Manuale Merck (traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno)


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. paolo

    Mia figlia soffre di ipokaliemia , si sa che perde potassio dai reni, ma al momento non abbiamo una diagnosi anche se il sospetto è che si tratti di Gitelman o di crisi periodiche ipokaliemiche o di entrambe. La terapia è basata sull’assunzione di risparmiatori di potassio e dall’integrazzione di potassio e magnesio, anche se purtroppo, in certi periodi del mese durante la fase premestruale sono insufficienti. La domanda che desidero farle è la seguente: recentemente abbiamo scoperto che l’aldactone (risparmiatore utilizzato nella maggioranza dei casi) ha un’emivita solo di qualche ora; adesso assume il Luvion e la situazione è notevolmente migliorata ma non in maniera risolutiva. I nefrologi che la seguono hanno scoperto da noi il problema dell’emivita dell’aldactone, Lei ci può dare qualche suggerimento che possa ulteriormente migliorare la tenuta/stabilità del potassio. Ho omesso di dire che quello di mia figlia credo sia uno dei casi più gravi e rari di ipokalemia (benché i suoi valori di potassio il più delle volte sono ai limiti bassi della “norma”) perché quando arrivano le crisi sono rapidissime e pesantissime (paralisi totale con perdita della parola, ma sempre cosciente e accompagnate da aumento del battito cardiaco). La ringrazio per la Sua attenzione e rimango in attesa di una Sua gradita risposta

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo temo che sia una situazione al di là delle mie competenze; sulla dieta le hanno dato indicazioni?

    2. paolo

      Le indicazioni sulla dieta sono relative ai carboidrati, bisogna evitarle al massimo, qualche volta facciamo uso di pasta o pane integrale, per il resto frutta (anche secca) verdura carne ecc.
      Io pensavo che Lei potesse darmi qualche consiglio, in quanto farmacologo, in merito all’indicazione di qualche risparmiatore di potassio più efficace del Luvion in relazione soprattutto all’emivita. La ringrazio comunque per il tempo che mi ha dedicato.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo in questi casi le mie competenze sono comunque limitate rispetto ad un nefrologo, mi dispiace davvero ma non sono in grado di aiutarla.

    4. Hadi

      non c’e differenza tra somministrare Aldactone (Spironolattone) o Luvion (Canrenone) praticamente il Canrenone è un metabolita attivo dello Spirinolattone .

      quindi quando somministri lo spirinolattone , quest’ultimo fa effetto, ma la sua emivita è corta, ma nello stesso tempo viene trasformato in Canrenone che ha un emivita piu lunga.

      quindi alla fine dando uno o l’altro non cambia nulla.

      come farmaci diuretici risparmiatori di potassio, esiste ancora un altro farmaco che si chiama Eplerenone (Inspra) potresti farlo presente ai medici e sentire cosa ne pensano .

  2. Sabrina

    Vorrei sapere se l’assunzione costante di Coumadin può aumentare il livello di Potassio nel sangue e causare danni cardiaci.
    Grazie mille.

  3. Manuela

    Salve, ho appena terminato di studiare, (servendomi anche del suo prezioso sito), gli ormoni prodotti dalle ghiandole surrenali e le relative malattie derivanti da un’eccessiva o scarsa produzione, ma temo ci sia un errore, il morbo di cushing deriva da un’eccessiva presenza di cortisolo non di aldosterone. Spero di non sbagliarmi, altrimenti dovrei ristudiare con più proficuo!
    Saluti!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Articolo corretto, grazie di cuore per la segnalazione!

    2. Manuela

      Di niente! Mi è stato utile diverse volte questo sito, sono contenta di aver potuto contribuire!
      PS noto anche un errore nel mio precedente commento, volevo scrivere ” con più profitto”!:)
      Saluti!

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