Potassio alto e basso: alimenti, sintomi e pericoli

Ultimo Aggiornamento: 231 giorni

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Introduzione

La maggior parte del potassio presente nell’organismo si trova all’interno delle cellule ed è fondamentale per il loro corretto funzionamento, oltre che per la funzionalità di nervi e muscoli.

L’organismo deve mantenere praticamente costanti i livelli di potassio nel sangue, se il livello diventa eccessivo od inferiore alla norma si possono avere conseguenze gravi, ad esempio un’aritmia cardiaca o addirittura l’arresto cardiaco (situazione in cui il cuore cessa di battere). L’organismo può usare il potassio immagazzinato nelle cellule per mantenere costante il livello del minerale nel sangue.

L’organismo riesce a mantenere costante il livello di potassio nel sangue bilanciando la quantità persa e quella assunta con l’alimentazione; lo si elimina soprattutto attraverso le urine, ma parte del potassio va anche persa con il sudore e durante il transito intestinale. Se i reni funzionano correttamente, riescono ad adeguare la quantità di potassio eliminata dall’organismo ai cambiamenti del fabbisogno.

Alcuni farmaci ed alcune patologie sono in grado di alterare la quantità di potassio che entra ed esce dalle cellule, e questo influenza profondamente il livello di potassio nel sangue.

Ipokaliemia

L’ipokaliemia è la carenza di potassio nel sangue.

La carenza può avere diverse cause, ma di solito è causata dal vomito, dalla diarrea, dai disturbi delle ghiandole surrenali o dall’uso di diuretici.

Se il potassio è carente, i muscoli si indeboliscono, si hanno crampi o spasmi o addirittura si rimane paralizzati. Si può inoltre sviluppare un’aritmia cardiaca.

Il livello del potassio nel sangue può essere misurato tramite gli gli esami del sangue, che sono l’unica modalità di diagnosi dell’ipokaliemia.

Di solito, per guarire, il paziente si limita ad assumere alimenti ricchi di potassio o integratori orali.

Di solito la quantità presente nel sangue diminuisce perché c’è qualche problema a carico dell’apparato digerente. In alcuni casi può essere eliminato troppo potassio con le urine, perché i diuretici fanno secernere ai reni il sodio, l’acqua e il potassio in eccesso. In diversi disturbi delle ghiandole surrenali, ad esempio nella sindrome di Cushing, le ghiandole surrenali producono troppo cortisolo, un ormone che induce i reni ad eliminare grandi quantità di potassio.

Alcuni farmaci aumentano la quantità di potassio che passa dal sangue alle cellule e possono provocare l’ipokaliemia, tuttavia questa condizione è di solito temporanea, a meno che non siano presenti patologie che aggravano la carenza del minerale.

L’ipokaliemia è causata solo in rari casi da un’assunzione insufficiente di potassio, perché il potassio si trova in molti alimenti diversi.

Sintomi e diagnosi

Una leggera diminuzione dei livelli di potassio nel sangue di solito non causa alcun sintomo. Se il potassio diminuisce in modo considerevole, invece, si possono verificare:

  • debolezza muscolare,
  • crampi,
  • spasmi muscolari,
  • paralisi.

Si può sviluppare addirittura un’aritmia cardiaca. Se la diminuzione del potassio è minima, ma il paziente soffre di una patologia cardiaca o assume la digossina, i sintomi possono presentarsi comunque.

La diagnosi è effettuata misurando la quantità di potassio presente nel sangue; i medici, poi, cercano di identificare la causa della diminuzione che può essere evidente, dati i sintomi (come il vomito) o l’uso di farmaci o di altre sostanze. Se la causa non è chiara, i medici misurano la quantità di potassio eliminata con le urine, per capire se l’ipokaliemia è data dall’escrezione eccessiva del potassio.

Cura

Se l’ipokaliemia è causata da una patologia a monte, la patologia va curata.

Di norma si riesce a reintegrare il potassio assumendo alimenti ricchi di questo minerale oppure integratori orali. Il potassio può irritare l’apparato digerente, quindi gli integratori vanno assunti in piccole dosi, durante i pasti, diverse volte al giorno, e non in una singola dose più grande. Alcuni tipi di integratori, ad esempio quelli impregnati con cere o il o il cloruro di potassio microincapsulato, hanno molte meno probabilità di provocare irritazioni.

Il potassio è somministrato tramite flebo nelle situazioni seguenti:

  • La quantità di potassio nel sangue del paziente è pericolosamente bassa.
  • Gli integratori assunti per bocca non sono efficaci.
  • Il paziente continua a perdere una quantità di potassio tale che gli integratori per via orale non riescono a reintegrarla.
  • La carenza di potassio provoca un’aritmia cardiaca.

La maggior parte dei pazienti in terapia con i diuretici non ha alcun bisogno di assumere gli integratori di potassio ma, nonostante ciò, i medici effettuano controlli periodici dei livelli di potassio nel sangue, per poter cambiare il dosaggio del diuretico in caso di necessità. In alternativa, possono essere usati diuretici particolari che aiutano i reni a conservare il potassio (risparmiatori di potassio), come l’amiloride, l’eplerenone, lo spironolattone o il triamterene, che vanno somministrati solo se i reni sono sani.

Iperkaliemia

L’iperkaliemia è l’eccesso di potassio nel sangue.

L’iperkaliemia ha molte cause diverse, tra cui ricordiamo i disturbi renali, particolari farmaci che influiscono sul funzionamento dei reni e il consumo eccessivo di integratori di potassio.

Di solito l’iperkaliemia è asintomatica: i sintomi, perlopiù anomalie del battito cardiaco, compaiono soltanto in caso di iperkaliemia grave.

Di solito i medici diagnosticano l’iperkaliemia quando il paziente fa gli esami del sangue o l’elettrocardiogramma per altri motivi.

La terapia comprende: la diminuzione del consumo di potassio, l’interruzione delle terapie farmacologiche che potrebbero causare l’iperkaliemia e l’uso di farmaci che aumentano l’escrezione del potassio.

Di norma l’iperkaliemia è provocata da diversi problemi concomitanti, tra cui ricordiamo i seguenti:

  • Disturbi renali (come l’insufficienza renale) che impediscono ai reni di eliminare una quantità sufficiente di potassio.
  • Farmaci che impediscono ai reni di secernere la normale quantità di potassio, e sono una delle cause più frequenti dei casi di iperkaliemia lieve.
  • Dieta ricca di potassio.
  • Terapia con farmaci a base di potassio.

La causa più frequente dei casi di iperkaliemia lieve è l’uso di farmaci che fanno diminuire l’afflusso di sangue ai reni o impediscono ai reni di eliminare la giusta quantità di potassio.

L’iperkaliemia si può verificare anche quando le cellule secernono una quantità di potassio maggiore del normale. Il rapido spostamento del potassio dalle cellule al sangue può sovraccaricare i reni e provocare un’iperkaliemia in grado di mettere in pericolo la vita del paziente.

Sintomi e diagnosi

  • L’iperkaliemia lieve di solito causa pochi sintomi o rimane asintomatica.
  • Se si aggrava, però, può causare anomalie del battito cardiaco.
  • Se il livello di potassio è molto alto, si può avere l’arresto cardiaco, cioè il cuore può cessare di battere.

Di solito l’iperkaliemia viene diagnosticata in seguito a normali esami del sangue o se il medico nota particolari anomalie dell’elettrocardiogramma. Per diagnosticarne la causa, i medici si informano sulle terapie farmacologiche che il paziente sta seguendo e prescrivono gli esami del sangue per controllare la funzionalità renale.

Terapia

Per l’iperkaliemia lieve, può essere sufficiente diminuire il consumo di potassio o interrompere l’assunzione dei farmaci che impediscono ai reni di eliminarlo. Se i reni sono sani, può essere somministrato un diuretico per aumentare la quantità di potassio eliminata dall’organismo. Se necessario, inoltre, può essere somministrata per via orale o rettale una resina che assorbe il potassio presente nell’apparato digerente e viene eliminata con le feci.

Per i casi di iperkaliemia da moderata a grave, è fondamentale riportare immediatamente il livello del potassio alla normalità.

Per prima cosa si somministra il calcio per endovena: il calcio serve serve per proteggere il cuore, ma non fa diminuire il livello di potassio. Poi vengono somministrati l’insulina e il glucosio che fanno riassorbire il potassio circolante dalle cellule. Per diminuire il potassio in circolo, può essere usato anche l’albuterolo, un inalatore antiasma.

Se queste terapie non si dimostrano efficaci o se il paziente soffre di insufficienza renale, può essere necessaria la dialisi.

Potassio ed alimenti

L’apporto quotidiano di potassio in Italia è più o meno pari alle dosi consigliate  (3 g contro i 3.2 g circa di fabbisogno indicati dai LARN), perchè presente ed abbondante in numerosi alimenti come:

  • fagioli,
  • piselli,
  • asparagi,
  • patate,
  • albicocche,
  • banane,
  • cavolfiori,
  • spinaci,
  • arachidi.

In generale la presenza è comunque rilevante in frutta, verdure e carni fresche, mentre l’apporto di potassio con l’acqua da bere è modesto.

L’assorbimento avviene passivamente nel duodeno e nel digiuno (intestino) senza particolari difficoltà.

Fonte Principale: Manuale Merck (traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno)


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. paolo

    Mia figlia soffre di ipokaliemia , si sa che perde potassio dai reni, ma al momento non abbiamo una diagnosi anche se il sospetto è che si tratti di Gitelman o di crisi periodiche ipokaliemiche o di entrambe. La terapia è basata sull’assunzione di risparmiatori di potassio e dall’integrazzione di potassio e magnesio, anche se purtroppo, in certi periodi del mese durante la fase premestruale sono insufficienti. La domanda che desidero farle è la seguente: recentemente abbiamo scoperto che l’aldactone (risparmiatore utilizzato nella maggioranza dei casi) ha un’emivita solo di qualche ora; adesso assume il Luvion e la situazione è notevolmente migliorata ma non in maniera risolutiva. I nefrologi che la seguono hanno scoperto da noi il problema dell’emivita dell’aldactone, Lei ci può dare qualche suggerimento che possa ulteriormente migliorare la tenuta/stabilità del potassio. Ho omesso di dire che quello di mia figlia credo sia uno dei casi più gravi e rari di ipokalemia (benché i suoi valori di potassio il più delle volte sono ai limiti bassi della “norma”) perché quando arrivano le crisi sono rapidissime e pesantissime (paralisi totale con perdita della parola, ma sempre cosciente e accompagnate da aumento del battito cardiaco). La ringrazio per la Sua attenzione e rimango in attesa di una Sua gradita risposta

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo temo che sia una situazione al di là delle mie competenze; sulla dieta le hanno dato indicazioni?

    2. paolo

      Le indicazioni sulla dieta sono relative ai carboidrati, bisogna evitarle al massimo, qualche volta facciamo uso di pasta o pane integrale, per il resto frutta (anche secca) verdura carne ecc.
      Io pensavo che Lei potesse darmi qualche consiglio, in quanto farmacologo, in merito all’indicazione di qualche risparmiatore di potassio più efficace del Luvion in relazione soprattutto all’emivita. La ringrazio comunque per il tempo che mi ha dedicato.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo in questi casi le mie competenze sono comunque limitate rispetto ad un nefrologo, mi dispiace davvero ma non sono in grado di aiutarla.

    4. Hadi

      non c’e differenza tra somministrare Aldactone (Spironolattone) o Luvion (Canrenone) praticamente il Canrenone è un metabolita attivo dello Spirinolattone .

      quindi quando somministri lo spirinolattone , quest’ultimo fa effetto, ma la sua emivita è corta, ma nello stesso tempo viene trasformato in Canrenone che ha un emivita piu lunga.

      quindi alla fine dando uno o l’altro non cambia nulla.

      come farmaci diuretici risparmiatori di potassio, esiste ancora un altro farmaco che si chiama Eplerenone (Inspra) potresti farlo presente ai medici e sentire cosa ne pensano .

  2. Sabrina

    Vorrei sapere se l’assunzione costante di Coumadin può aumentare il livello di Potassio nel sangue e causare danni cardiaci.
    Grazie mille.

  3. Manuela

    Salve, ho appena terminato di studiare, (servendomi anche del suo prezioso sito), gli ormoni prodotti dalle ghiandole surrenali e le relative malattie derivanti da un’eccessiva o scarsa produzione, ma temo ci sia un errore, il morbo di cushing deriva da un’eccessiva presenza di cortisolo non di aldosterone. Spero di non sbagliarmi, altrimenti dovrei ristudiare con più proficuo!
    Saluti!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Articolo corretto, grazie di cuore per la segnalazione!

    2. Manuela

      Di niente! Mi è stato utile diverse volte questo sito, sono contenta di aver potuto contribuire!
      PS noto anche un errore nel mio precedente commento, volevo scrivere ” con più profitto”!:)
      Saluti!

  4. vittorio

    Mio padre ha 85 anni cardiopotico, in seguiti ad una caduta si e rotto il femore dopo circa venti giorni è stato operato con successo, pero avendo il potassio basso non possono dimetterlo.quali sono le cause che pur facendogli sacche di potassio ogni giorno non si stabilishe?si limitano in ospedale a fargli solo le flebo cosa invece dovrebbero fare ? o quale indagini specifiche?da dire in oltre che ha orti dolori addominali con un notevole gonfiore di pancia …vi ringrazio

  5. Gianluigi

    SINDROME DI GITELMAN DEVI VEDERE QUESTA MALATTIA RARA . MIA MAMMA SOFFRE DI QUESTA SINDROME CIOE’ MANCANZA DI POTASSIO E MAGNESIO PUR REINTEGRANDOLI.
    E’ UNA MALATTIA RARA PURTROPPO ATTUALMENTE SIAMO IN CURA AL NIGUARDA DI MILANO.

    CIAO

  6. Consiglia

    Da quando prendo losartan e idroclorotiazide 100 mg/25 giornalmente molto spesso il battito cardiaco si accellera è possibile , come ho letto dalle controindicazioni del losartan che possa dipendere da questa compressa.

  7. carmela

    io ho sempre crampi polpaccio sinistro e piedi entrambi però ho guardato i miei esami per quanto riguarda il potassio è superiore alla norma cosa posso fare

  8. Anonimo

    Salve Dottore, vorrei sapere innanzitutto qual’é la differenza tra il potassio cloruro e il potassio citrato. Come integratore é meglio assumere il primo o il secondo? Grazie della risposta.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe cambiare leggermente l’assorbimento, ma a mio parere in un soggetto sano non cambia molto.

  9. Anonimo

    Essendomi stata diagnostica una carenza di potassio a livello ematico, mi è stato prescritto cloruro di potassio, ma avendo, in anni passati, preso il Polase che, se non sbaglio è potassio citrato chiedevo semplicemente quale fosse la differenza. Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il citrato ha il vantaggio di aiutare la dissoluzione dei calcoli, ma non è detto che a lei serva; per contro probabilmente costa un po’ di più.

      Per confrontare due prodotti verifichi anche la quantità di potassio ione contenuto, che è poi quello che alla fine interessa.

  10. michele

    o 51 anni sofro di ipopotassemia da quando ne avevo10 i dottori l anno definito paralisi periodica familiare perche anche mio padre ci sofriva anche cugini miei che l anno – un cugino mio che a pure lui l ipopotassemia a fatto degli esami speciali e anno scoperto che sono delle cellule che si bloccano e non assorbono piu potassio a me fin oggi mi viene spesso prendo delle compresse kcl-retard ma dalle volte mi abbassa lo stesso ce quando 2 . 2.5 a chi mi potrei rivolgere per qualche medicina piu efficace io di solito vado in ospedale dove gia mi conoscono da piu di 30 anni per questa patologia e mi fanno delle flebbo con fiale di potassio ,,,,,,,,
    vorrei sapere se ce qualche altra cura da potere fare o qualche cosa per cercare di prevenire questo abbassamento di potassio poiche quando mi viene non posso nemmeno muovermi sono tipo paralizzato grazie dottore per la sua attenzione

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma purtroppo non saprei davvero indicarle centri specializzati per questo disturbo.

  11. Patty

    Ciao , sono capitata x caso nel suo sito, vedo che risponde a tutti molto cordialmente, mi piacerebbe avere un suo parere, da un po di tempo soffro di extrasistole, ho 50 anni appena compiuti, non sono in menopausa, non bevo non fumo, non soffro di tiroide, ho fatto vari controlli da più cardiologi, il prof. Zumbo, di Bologna mi ha solo prescritto, di prendere all’occorrenza una compressa di sequacor da 1,25 mg, che non ho ancora iniziato a prendere. Ora un mio cugino medico mi ha consigliato di prendere come integratori orali, un po di magnesio in polvere e tue comprese di potassio, distribuite nell’arco della giornata, x tre volte , veramente riesco a prenderne solo due volte cm di, la sera prima di and a letto non ce la faccio. Mi sono accorta che il battito cardiaco , che prima aveva molte pause, ora è più regolate , anche se sono sono pochi giorni che assumo tali integratori, le volevo chiedere x quanto devo continuate a prenderne? E se me ne passo con la dose a cosa vado incontro? Le mie analisi x ora sono apposto, dovrei ripeterle x vedere come vanno? X quanto mi consiglia di assumere gli integratori? La ringrazio x l’attenzione e semmai mi potrà rispondere le sarò molto grata !!! Ritorneró a guardare in questo sito x vedete se c’è niente x me da parte sua!!! Ciao e grazie Patty

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se sono sufficienti a risolvere il problema credo che suo cugino le consiglierà di continuare ad assumerle per tutto il tempo necessario; per le dosi in genere si cerca la cosiddetta “minima efficace”, ossia la dose più bassa possibile ma che garantisce un sollievo completo dal disturbo.

    2. Patty

      La ringrazio del consiglio non immaginavo così velocemente molto gentile, se ne avrò bisogno la disturberó di nuovo se posso. Grazie ancora auguri di buone feste!!!

  12. Sandro

    Salve Dottore, sono un cardiopatico 58enne, avendo superato brillantemente un infarto miocardico transmurale latero posteriore sx dieci anni fa’. Dall’aprile 2012 mi si è ingiustificatamente impennato il valore di potassio nel sangue, arrivando a 6.70 MEQ/L. Ho quindi immediatamente eliminato dalla mia dieta, alimenti ricchi di tale elemento. Nonostante questo, a distanza di quasi tre anni, i valori relativi non sono variati. La terapia farmacologica quotidiana per la mia cardiopatia consiste nell’assunzione di metoprololo tartrato (100 mg/die), atorvastatina (20 mg/die), acido acetilsalicilico (100 mg/die), ranitidina cloridrato (150/300 mg/die a seconda dei periodi). Ritiene che tale terapia possa esserne la causa del mancato smaltimento e/o maggior produzione di potassio? In che modo posso intervenire per abbassare i valori, facendoli rientrare nei limiti non a rischio arresto cardiaco? Ringraziandola sentitamente, le auguro uno splendido 2015 (p.s. in alternativa potrei approfittare della sua cortesia per un’inserzione pubblicitaria? CEDO GRATUITAMENTE PER CHI NE AVESSE BISOGNO, UN LITRO DI SANGUE RICCO DI POTASSIO, IN CAMBIO DI UN BUON LITRO DI VINO DA CONSUMARE IN COMPAGNIA DEL GENT. DOTT. CIMURRO :))))

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      No, non dovrebbero essere i farmaci che assume; il medico cosa ne pensa?

    2. Sandro

      Avendo ritirato il giorno stesso del quesito sottopostole, gli ultimi esiti, non ho ancora avuto modo di consultarlo. Fino a 6 mesi fa (periodo dei precedenti esami), il medico di base aveva raccomandato una dieta molto rigida, escludendo ovviamente tutti gli alimenti contenenti potassio.

    3. Sandro

      No… per ora il medico di base si è limitato a notiziarmi in merito agli alimenti sconsigliati, senza ulteriori interventi

    4. Sandro

      La ringrazio per la cortese disponibilità. Nell’attesa del prossimo passo, lei ritiene ci possa essere qualche tipo di intervento farmacologico e/o altro che possa servire nell’immediato?

  13. GIORGIO

    Buongiorno, è già da un po’ di tempo che ho il potassio alto (ora è 5,7 ed una volta ha superato i 6,0). Ho fatto il trapianto di midollo osseo 3 anni e mezzo fa, sto assumendo i seguenti farmaci giornalmente: Sandimmun da 100 e 50 alternati nei giorni , Medrol 4 mg, Bactrim 1 cp, Zelitrex 1 cp, Clipper 1 cp, Deursil 1 cp, Cordicor 1 cp , Lasx 1 cp.
    ho fatto esami al cuore e ai reni e per il momento non ci sono cose anomale, cerco di mangiare alimenti con bassissimo potassio, ma mi risulta sempre piuttosto elevato.
    LA MIA DOMANDA: E’ POSSIBILE CHE ALCUNI DEI MIEI FARMACI CHE ASSUMO POSSONO FARE AUMENTARE IL POTASSIO?

  14. tina

    Buongiorno dottore,
    ho fatto gli esami del sangue ed ho oltre che il colesterolo alto, 220 (quello cattivo) ma mi preoccupa di più il potassio (la prima volta al pronto soccorso) che mi ero sentita poco bene mi avevano già detto che era alto.
    Devo rivolgermi ad un dietologo, secondo lei?
    Le dico ciò perchè ho parecchi altri problemi: pressione alta, artrosi,
    reflusso esofageo, colon irritabile , diverticolosi (famil. cancro all’intestino mia mamma e mia nonna mat.).Un rottame, insomma,
    ma quando sto bene sono molto attiva e instancabile..
    Faccio fatica a prevedere una dieta razionale poichè alcune liste alimentari sono diverse da altre e, soprattutto non ho ben capito se, per abbassare il potassio, è corretto assumere un pò più di sodio…
    Naturalmente ciò mi farà aumentare la pressione e certi farmaci, come Lei ha detto, lo fanno alzare ( beta bloccanti).
    Io assumo 1/2 pastiglia di Nebilox ,una di Tareg da 160 e un po’ meno di mezza Vascoman. Non ostante ciò la pressione mi si alza quasi sempre.. Sono preoccupata e vorrei trovare un bravo medico internista o dietologo che mi segua.
    Vorrei però, prima di farlo, chiederle consiglio, poichè, dalle risposte che ha dato ai pazienti, lei mi ispira molta fiducia.
    La ringrazio di cuore
    tina

  15. tina

    Mi scusi gent.mo Dottore, Le ho appena inviato una lettera, senza dichiarare l’età, cosa importante: ho 64 anni
    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il valore di LDL è a 220? Oppure il totale?
      Assolutamente NON aumenti il sodio.
      Tareg potrebbe essere una causa di aumento del potassio.

    2. tina

      Sono semplicemente euforica, per la sua così celere risposta^
      Dottore, ho controllato il valore del colesterolo: Colesterolo totale 220,
      hdl 53. Dovrei aumentarlo, questo valore buono, credo, giusto? mi sono ripromessa che appena mi rimetto dal raffreddore farò regolare attività fisica…
      Ancora grazie infinite!

  16. tina

    Mi scusi, sono sempre io.
    Riguardo al sodio, ho fatto bene a chiedeLe consiglio;
    infatti avevo letto che se si alza il sodio, si abbassa il potassio;
    naturalmente avrò capito male. Perdoni la mia ignoranza…
    C’è una correlazione fra i due componenti?
    Grazie e Buona serata!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      HDL a 53 non è male, ma se riuscisse ugualmente a far scendere il totale di qualche punto sarebbe perfetto.

      I due ioni (potassio e sodio) sono sicuramente in equilibrio fra loro in molte situazioni, ma aumentare di proposito l’introito di sodio è controproducente nella maggior parte delle situazioni.

  17. lucy

    Buongiorno Dottore, ho subito un intervento coronarico di by-pass bensì 7 anni fà, sino ad ora i controlli sono risultati normali, solo nel 11/2012 avevo trovato l’ Azotemia a 56 mg/dl e creatinina a 1,24 mg/dl da ulteriori controlli eco ai reni è risultato tutto normale, ho modificato l’assunzione della statina, da CRESTOR 10, sono passato al TORVAST 20 ed ora entrambi i valori dell’ Azzotemia/Creatinina sono rientrati nella normalità, ma ho il valore del Potassio a 5,3.
    la mia terapia è la seguente: mattino 1cp Gongescor 3,75 mg – 1 cp Perindropil 4 mg, pranzo: PLAVIX 75 mg , cena Corlentor 7,5mg + Torvast 20mg . Soffrendo da Refflusso di Barret al mattino assumo 1 cp di Pantoprazzolo da 20mg.
    Cosa mi potrebbe consigliare. Io avrei pensato di portare il Perindopril a 2mg ed assumere dei prodotti naturali x il controllo della pressione ed inoltre vorrei introdurrere un prodotto diuretico naturale (mi potrebbe consigliarne uno!) Cordiali saluti e grazie ancora.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non posso consigliare prodotti o modificare terapie (ed onestamente non capisce perchè vorrebbe modificare una cura che sta funzionando).

  18. kartika

    salve mio suocero qualke giorno fà dopo essersi messo a letto all’improvviso ha avuto un eccesso di aritmia cardiaca si e spaventato e la pressione gli e aumentata e andato al pronto soccorso e dopo vari esami gli hanno detto ke aveva il potassio basso gli anno fatto una flebo durata 5 ore e lo hanno dimesso nè mio suocero a kiesto spiegazioni ne loro glie ne hanno dato io vorrei sapere qual è il motivo ke ha portato l’abbassamento del potassio. Grazie in anticipo spero in una sua o vostra risposta

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo le cause possibili sono numerose, ma raccomando di non ignorare e fare invece il punto della situazione con il medico curante (gli porti il foglio di dimissioni del PS).

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