Le proprietà antitumorali dell’olio di oliva

Ultimo Aggiornamento: 122 giorni

Elemento fondamentale della dieta mediterranea, l’olio extravergine di oliva è ormai considerato, grazie a numerosi studi scientifici e clinici, un agente importante per prevenire e curare diverse patologie. In particolare uno studio risalente agli anni Ottanta ha messo in evidenza una minore diffusione di tumori tra le popolazioni residenti nel bacino del Mediterraneo. E’ stato subito ipotizzato che la differenza di alimentazione potesse incidere su questo dato ed indagando più approfonditamente lo studio sottolineò come l’olio di oliva extravergine rivestisse, fra tutti gli alimenti esaminati, un ruolo di notevole importanza.
L’attività protettiva dell’olio dipende principalmente da tre gruppi di composti:

  • l’acido oleico che costituisce il 72% dell’intero liquido;
  • i polifenoli che sono un insieme di sostanze aventi azione antiossidante;
  • lo squalene che è un precursore del colesterolo.

Ma come agiscono queste sostanze nell’ambito di alcune forme tumorali particolarmente diffuse nella popolazione? L’ossidazione di proteine, DNA e lipidi ad opera dei radicali liberi è uno dei fenomeni chiave che possono portare alla trasformazione di una cellula sana in una cellula tumorale. Come tutte le cellule del nostro corpo, anche quelle malate si moltiplicano però, a differenza di quelle sane, la moltiplicazione avviene in modo incontrollato e disordinato favorendo la diffusione in tessuti diversi da quello originale. Per il meccanismo di ossidazione suddetto si ritiene che il consumo di alimenti o integratori ricchi di antiossidanti abbia un ruolo almeno parzialmente protettivo nei confronti dell’insorgenza delle neoplasie. E’ stato infatti dimostrato che l’ingestione di composti tossici prodotti dall’ossidazione dei grassi animali e vegetali esposti alle alte temperature duranti la cottura dei cibi, possa promuovere lo sviluppo di tumori.

Prendendo come esempio il cancro del colon-retto, un tumore in netto aumento fra la popolazione, la protezione offerta dall’olio di oliva extravergine dipenderebbe soprattutto dai fenoli che con la loro azione antiossidante neutralizzerebbero i radicali liberi presenti nelle feci che risultano tossici e dannosi per la mucosa intestinale. L’acido oleico, invece, agirebbe a monte, ossia prima ancora di essere ingerito e limitatamente all’eventuale cottura dei cibi. Infatti, grazie alla sua stabilità alle alte temperature, i cibi fritti nell’olio di oliva hanno un minore contenuto di prodotti di degradazione dannosi, non solo per l’intestino ma anche per altri organi. Da studi recenti, ancora in fase di verifica, sembrerebbe che l’acido oleico possa avere anche una azione antiproliferativa sulle cellule malate.

Romina Marroni

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    1. admin
      admin

      Dipende a mio avviso dai valori di colesterolo e da eventuali terapie in atto.

  1. Anonimo

    salve! l’olio extravergine d’oliva di solito io lo uso per la preparazione del sugo! conviene prenderlo al naturale o quando viene bollito diciamo…? grazie

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